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    Paese: Indonésie de l’est
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    Età: 14
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    Genere : Bambino
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#Coronavirus Compassion News

28 Settembre 2020

Segui i progressi dei bambini sostenuti durante la pandemia e scopri nuove forme di assistenza

  • 6 novembre

    Niente cibo per il tuo bambino

    Marie ha lavorato come donna delle pulizie in un hotel in Ruanda. Quando ha perso il lavoro, la vita si è oscurata improvvisamente. Da un giorno all'altro non è più stata in grado di nutrire suo figlio Alain. Inoltre negli ultimi tre mesi non è riuscita a pagare l'affitto. E le opportunità di lavoro sono andate perse durante la pandemia.

    Marie ha immaginato di tutto, compreso di ricorrere alla prostituzione. Mandava suo figlio Alain a giocare con i suoi amici nella speranza che condividessero con lui un pò di cibo.

     

    Una volta sono rimasti senza cibo per due giorni. La giovane madre non riusciva più a dormire per questo peso. La mattina seguente, dopo aver preso coraggio, si è recata al Centro Compassion.

    Faustin, il direttore del centro, ha subito rassicurato Marie. "Qualche ora dopo mi disse che il centro aveva preparato del cibo per noi. Ero così felice di poter tenere quel pacco tra le mani, avevamo anche ricevuto aiuto in denaro per pagare l'affitto per sei mesi e anche per comprare cibo per le settimane successive!”

     

    Il fondo covid-19 di Compassion ha distribuito 7,1 milioni di pacchi alimentari, 4,6 milioni di kit igienici alle famiglie vulnerabili e ha finanziato quasi 440.000 consulenze mediche e interventi. Tra marzo e settembre, sono stati forniti aiuti finanziari come quello per Marie e suo figlio Alain, a quasi 260.000 famiglie.

  • 28 ottobre

    Il Premio Nobel per la pace di quest'anno è stato assegnato al PAM (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite) per il suo impegno nella lotta contro la fame nel mondo.

    Compassion è attiva in questa lotta da quasi 70 anni e si compiace di questa scelta. È un riconoscimento per l'ONU e per altre organizzazioni che si sono impegnate, e che si impegnano, a lungo termine per aiutare popolazioni particolarmente vulnerabili. 

    Durante la pandemia che ancora scuote il mondo, molte persone affamate sono state salvate dalla distribuzione di cibo. Tra marzo e settembre 2020, Compassion ha distribuito oltre 7,1 milioni di pacchi alimentari alle famiglie bisognose in 25 paesi del Sud del mondo. Inoltre, sono stati distribuiti 4,6 milioni di kit per l’igiene e 440.000 persone hanno ricevuto cure mediche e medicinali.

    Nutrire gli affamati è un vero contributo alla pace. I premi Nobel lo hanno capito.

  • 23 ottobre

    Samuel, 5 anni, ha un buon motivo per sorridere!

    In Brasile, i centri Compassion stanno gradualmente riaprendo le loro porte. Ci sono nuove e severe regole igienico-sanitarie, ma nulla può sostituire la gioia dei bambini di poter tornare dopo mesi di isolamento.
    Tuttavia, sono tanti i centri ancora chiusi in molte delle comunità che serviamo fino a quando non potranno essere riaperti in sicurezza. I bambini sostenuti continuano a ricevere un aiuto importante durante questa pandemia. Grazie per il tuo impegno essenziale - ora più che mai!

  • 28 settembre

    Per creare un orto, ci vogliono tre cose: primo, avere un luogo soleggiato, facile da trovare nella zona secca e calda dello Sri Lanka meridionale. Secondo, trovare un terreno stabile per piantare i semi. Terzo, umidificare il suolo prima di seminarlo, sicuramente il punto più difficile, il distretto di Hambantota è una zona arida, con problemi, inoltre, di accesso all’acqua. 

    Questi tre punti sono stati seguiti da ogni famiglia di bambini sostenuti per creare il proprio orto durante il periodo di contenimento e pandemia. 

    In questa regione, con una grande proporzione di lavoratori giornalieri e di pescatori, le piccole entrate sono svanite causa covid-19. Numerosi padri di famiglia non hanno potuto lavorare e sfamare i loro cari è diventato una sfida seria.

     

    “Le famiglie ci hanno detto, l’una dopo l’altra, che il problema il più grosso, era la mancanza di entrate e l’impossibilità di avere cibo” ci spiega Nayomi, responsabile del centro Compassion della zona. Ecco perché in breve tempo, Nayomi e il team locale di Compassion hanno mobilitato le loro risorse per insegnare alle famiglie come coltivare le verdure per la propria sopravvivenza. Da un lato, hanno spiegato alle famiglie più vulnerabili come creare il loro orto. Dall’altro, hanno dato del cibo e hanno insegnato alle famiglie come estrarre i semi dagli alimenti per iniziarne la coltivazione.

     

    Il 90% delle famiglie che hanno ricevuto questa formazione hanno proseguito fino alla fine e oggi hanno un’orto vero. Alcune hanno già iniziato a vendere una parte del raccolto. I bambini hanno anche trovato la parte positiva in tutto questo : “la mia scuola è chiusa e devo studiare a casa, mi piace trascorrere del tempo fuori per piantare e annaffiare il mio orticello” testimonia Nadini, 12 anni.

     

    A poco a poco la situazione è migliorata nello Sri Lanka. La gente può ricominciare a lavorare. Nayomi e i suoi colleghi di lavoro incoraggiano le famiglie a continuare con questo progetto.

  • 22 settembre

    6 milioni di pacchi alimentari distribuiti

    Tra aprile e agosto sono stati distribuiti oltre 6 milioni di pacchi alimentari. La mobilitazione per aiutare le famiglie più vulnerabili, in particolare quelle con un lavoro giornaliero, continua. Con l’attuale recessione molte hanno perso il lavoro.

    Non tutti i bambini sostenuti e le loro famiglie hanno potuto ricevere assistenza e cibo al momento. Gli 8.000 centri Compassion si sono concentrati infatti sulle più vulnerabili di loro.
    In alcune regioni, altri enti locali come lo Stato, con o senza l’aiuto di programmi internazionali di emergenza, hanno fornito un sostegno pratico a una parte della popolazione.

    Nello stesso periodo, oltre 770’000 kit igienico/sanitari sono stati distribuiti e più di 85’000 interventi medici sono stati realizzati nei 25 paesi in cui Compassion è impegnata.

  • 7 settembre

    Perù

    Difficile per noi da immaginare, ma in Perù, al momento siamo in pieno inverno. Nelle regioni del sud, in queste ultime settimane, ha fatto decisamente freddo. L'altopiano andino si trova ad un'altitudine media di 4.000 metri. L'aria rarefatta, il freddo combinato con la minaccia di COVID-19 hanno portato a un aumento del rischio per la salute dei bambini vulnerabili.

    In collaborazione con il governo locale, Compassion ha aiutato quasi 3.000 bambini fornendo loro cibo, coperte e assistenza medica.

  • 4 settembre

    Nessuna scuola inizia in Ruanda a settembre, in Kenya fino alla fine dell'anno

     

    Covid-19 e le misure di protezione continuano a causare gravi danni: Il governo ruandese ha appena annunciato che le scuole rimarranno chiuse a settembre, contrariamente ai piani. Il Kenya ha informato la popolazione che le scuole rimarranno chiuse fino alla fine del 2020. Le istituzioni educative avevano chiuso i battenti il 15 marzo. Gli studenti in Kenya ripetono l'anno scolastico a partire da gennaio, se la situazione sanitaria lo permette.

     

    La mancanza di acqua e di servizi igienici sono due dei motivi per cui le scuole di diversi paesi africani hanno deciso di non riaprire presto le scuole. Per molte scuole è molto difficile rispettare le misure di protezione dell'OMS, postazioni per lavarsi le mani e le regole sulla distanza sociale, anche a causa della mancanza di fondi. In molti paesi le spese per la scolarizzazione sono state sospese perché la pandemia ha causato troppi costi.

     

    La chiusura prolungata delle scuole può comportare l'abbandono scolastico di un gran numero di bambini. Nel 2000, il 64% di tutti i bambini del mondo frequentava la scuola elementare, e nel 2015 questo dato è salito all'80%. Pochi esperti ritengono che questo livello possa essere mantenuto. Secondo le stime dell'UNICEF, 30 milioni di bambini non torneranno a scuola.

  • 1 settembre

    Ghana

    A soli 16 anni, Evans ha avuto l'idea dell'anno per fare la differenza nel suo paese, il Ghana, durante la pandemia Covid-19. Quando le scuole hanno chiuso, non si è  dato per vinto ed  ha "creato l'educazione a distanza", utilizzando la tecnologia. Dando il via alla piattaforma di apprendimento su WhatsApp dove insegna inglese, matematica, studi sociali e scienze. Pubblica principalmente materiale audio e talvolta video per questi corsi.

     

    "Troppi bambini non hanno accesso alla televisione per seguire il programma di studi creato dal governo. Ecco perché ho creato questo gruppo WhatsApp per aiutarli ad imparare da casa", spiega. I "suoi studenti" sono incoraggiati a fare i compiti che dà loro. Scattano foto del loro lavoro e le pubblicano sulla piattaforma. Evans li "incontra" ogni giorno tra le 20 e le 22, quando è sicuro che possano accedere facilmente ai telefoni di famiglia che usano per le lezioni.

     

    Il gruppo è iniziato con circa 50 studenti. Ora ne ha più di 250 provenienti da tutto il paese! "Sono molto contenta dell'iniziativa di mio figlio", dice la madre di Evans. Pochi sedicenni sanno che tipo di lavoro faranno da grandi. "Per fortuna, Evans ha scoperto presto di voler diventare un insegnante ed è bello vedere che ha trovato l'opportunità di realizzare i suoi sogni per il futuro - senza aspettare”. Evans conferma: "Voglio essere un insegnante in futuro", dice. "Amo insegnare, e sono felice quando insegno".

  • 26 agosto

    Presto riapriranno i primi centri Compassion

    La buona notizia è che le attività con i bambini sostenuti potranno riprendere nei primi centri Compassion in Thailandia. Una ripresa del programma sta prendendo forma anche in Sri Lanka.

    Tuttavia, la maggior parte dei paesi in cui è coinvolta Compassion non permette ancora a gruppi di bambini di riunirsi per le attività di doposcuola del programma “sostegno a distanza”.

    In Ghana, i bambini possono recarsi al Centro in piccoli gruppi, dove leggono e scrivono lettere ai loro sostenitori.

    In Tanzania, le scuole sono di nuovo aperte. Da alcune settimane le autorità dicono che il problema Covid-19 è stato risolto. Ma la realtà della salute è molto diversa. Sono stati identificati diversi focolai di infezione. Per questo i Centri Compassion hanno scelto di essere prudenti. Le attività non sono ancora riprese.

  • 13 agosto

    Oltre 3,7 milioni di consegne pacchi alimentari ai più bisognosi.

    Nella maggior parte delle regioni in cui siamo impegnati, le attività dei centri non hanno ancora potuto riprendere. Il personale sul posto continua a fornire sostegno alle famiglie dei bambini più vulnerabili iscritti al programma Compassion.

    Panoramica del sostegno fornito alle famiglie a partire dal 10 agosto:

    Bangladesh: distribuiti 69.000 pacchi alimentari e 69.000 kit per l’igiene. 1300 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Bolivia: distribuiti 255.000 pacchi alimentari e 108.000 kit per l’igiene.

    Brasile: distribuiti 142.000 pacchi alimentari e 113.000 kit per lîgiene. 6100 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Burkina Faso: distribuiti 291.500 pacchi alimentari e 178.000 kit per l’igiene. 10.300 persone hanno ricevuto cure mediche grazie al sostegno finanziario di Compassion.

    Colombia: distribuiti 210.000 e 133.000 kit per l’ igiene. 4.200 persone hanno ricevuto assistenza grazie al sostegno finanziario di Compassion.

    Repubblica Dominicana: distribuiti 74.500 pacchi alimentari e 20.000 kit per l’igiene. 

    Ecuador: distribuiti 181.500 pacchi alimentari e 25.500 kit per l’ igiene. 8700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    El Salvador: distribuiti 141.500 pacchi alimentari e 71.000 kit per l’igiene. 13.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Etiopia: distribuiti 166.000 pacchi alimentari e 167.000 kit per l’igiene. 4.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Ghana: distribuiti 18.000 pacchi alimentari e 17.300 kit per l’igiene. 6700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Guatemala: distribuiti 210.000 pacchi alimentari e 77.000 kit per l’igiene.10.700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Haiti: distribuiti 155.000 pacchi alimentari e 91.000 kit per l’igiene. 4000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Honduras: distribuiti 73.000 pacchi alimentari e 30.000 kit per l’igiene. 1200 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Indonesia: distribuiti 422.000 pacchi alimentari e 368.000 kit per l’igiene. 20.600 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Kenya: distribuiti 21.000 pacchi alimentari. Compassion ha anche inviato denaro a diverse decine di migliaia di beneficiari che non sono stati in grado di procurarsi il cibo.

    Messico: distribuiti 123.000 pacchi alimentari  e 82.500 kit per l’igiene. 4200 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Nicaragua: distribuiti 82.000 pacchi alimentari e 49.000 kit per l’igiene. 1700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Perù: distribuiti 217.000 pacchi alimentari e 43.000 kit per l’igiene. 2.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Filippine: distribuiti 415.000 pacchi alimentari e 214.000 kit per l’ igiene. 24.800 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Ruanda: distribuiti 73.000 pacchi alimentari e 149.000 kit per l’igiene. 8 800 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Sri Lanka: distribuiti 83.000 pacchi alimentari e 44.500 kit per l’igiene.

    Tanzania: distribuiti 52.000 pacchi alimentari e 84.000 kit per l’igiene. 5.400 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Thailandia: distribuiti 97.000 pacchi alimentari e 58.500 kit per l’igiene.

    Togo: distribuiti 157.000 pacchi alimentari e 159.000 kit per l’igiene. 11'800 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Uganda: distribuiti 58.000 pacchi alimentari e 61.000 kit per l’igiene. 13.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

  • 6 agosto

    La condizione delle ragazze diventa più precaria

    La pandemia Covid-19 ha minato la situazione delle bambine e delle giovani donne nei paesi del Sud.  I matrimoni e le gravidanze precoci sono in aumento, come lo sfruttamento sessuale dei minori e la violenza di genere.

     

    In Malawi, per esempio, circola il messaggio che è saggio "dare priorità al matrimonio e alla maternità, perchè le scuole non riapriranno”. Queste voci circolano in diverse regioni dell'Africa subsahariana, secondo il CAMFED, un'organizzazione che aiuta ragazze e giovani donne.

     

    Resta comunque il fatto che la chiusura delle scuole da mesi sta scavando il terreno per questo tipo di credenze popolari e spinge le ragazze ad abbandonare l'idea di una buona educazione a favore della "vita famigliare".

     

    L'Unesco informa che non è la prima volta che succede. L'epidemia di Ebola, per esempio, ha portato ad un aumento del 65% delle gravidanze in Sierra Leone. Per l'organizzazione internazionale, la pandemia Covid-19 porterà allo stesso fenomeno.

     

    Altrove, nelle Filippine, lo sfruttamento dei bambini per l'industria del sesso sta esplodendo a causa del  Covid-19. Secondo Compassion Filippine, Il numero delle vittime è triplicato dall'inizio della pandemia. La ONG ha lanciato una campagna di prevenzione digitale online per allertare le famiglie e i giovani sulla trappola dell'industria del sesso e per incoraggiare i genitori a proteggere i loro figli.

  • 28 luglio

    2,1 milioni di bambini sostenuti: stato attuale delle  infezioni
     

    Non sorprende che in America Latina i casi di infezione da Covid-19 siano i più numerosi tra i bambini sostenuti da Compassion. All'8 luglio sono stati individuati 210 casi confermati e 259 casi sospetti. L'Ecuador rimane, in ambito Compassion - il Paese più colpito, con attualmente 69 casi confermati e 114 casi sospetti, seguito da Brasile (46/31), Perù, Colombia ed El Salvador.

    In Africa sono attualmente noti 4 infezioni e 13 casi sospetti. Inoltre, 6 lavoratori dei centri compassion sono stati infettati dal virus.

    Infine, in Asia, nelle Filippine e in Indonesia sono stati registrati solo 5 casi di bambini infetti e 12 casi sospetti. Anche in questo caso, sei dipendenti sono infettati dal virus e sono attualmente in cura.

    Il numero di casi nelle famiglie dei bambini sostenuti è aumentato, con oltre 1.300 casi solo nei paesi dell'America Latina.

    La buona notizia è che, visto il numero di bambini sostenuti attraverso Compassion, queste cifre rimangono modeste, segno che gli sforzi di prevenzione e di formazione all'igiene tra i bambini hanno dato i loro frutti. Tuttavia, il numero limitato di test effettuati spiega probabilmente in parte anche queste cifre. In ogni caso, Compassion non si arrende. Continua la mobilitazione per proteggere e sostenere i bambini indigenti e le loro famiglie.

  • 24 luglio

     

    Angelina Jolie ha lanciato un appello ad una tavola rotonda organizzata dall'UNESCO e dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per i bambini di tutto il mondo che hanno abbandonato la scuola dopo la pandemia di Covid-19.

    La rivista Time Magazine ha riportato l'evento il 25 marzo, dove ha dichiarato "Per milioni di bambini e giovani, la scuola è vitale per la sopravvivenza e significa protezione - o almeno il rispetto - dalla violenza, dallo sfruttamento e da altre circostanze difficili. Inoltre, garantisce loro l'accesso a un pasto al giorno”.

    "Senza un aiuto pratico e urgente, alcuni bambini fuori dalla scuola non potranno più mettere piede in una classe. Dobbiamo trovare il modo di garantire l'accesso alla continuità dell'istruzione per i giovani di tutto il mondo", ha detto l'ambasciatore speciale dell'UNHCR. "Senza scuola e istruzione, non saranno in grado di ricostruire la loro vita e di realizzare il loro pieno potenziale".

    Circa 1,6 miliardi di bambini in più di 150 paesi non vanno a scuola durante questa pandemia, rispetto a circa 260 milioni in tutto il mondo prima della pandemia di Covid-19.

  • 22 luglio

    Burkina Faso

     

    "Papà, quando aggiusti la casa?"

    I bambini spesso fanno domande imbarazzanti. Per Nabonswende,  è successo quando suo figlio di sei anni, Samsoudine, gli ha detto: "Papà, quando hai intenzione di riparare la nostra casa?” Una semplice domanda che lo ha riempito di vergogna, avendo perso il lavoro e i suoi risparmi a causa della pandemia di Covid-19, non poteva dare una risposta a suo figlio.

    Nabonswende e la sua famiglia di sette persone vivono in due minuscoli monolocali sulle rive di un piccolo fiume nei bassifondi di Ouagadougou. Le case sono di mattoni, fango e tetto di lamiera. Sono stati recentemente danneggiati dalle forti piogge e dal vento che anche  Samsoudine è preoccupato per la solidità della casa.

    Prima della pandemia, Nabonswende guadagnava meno di 5 dollari al giorno con dei lavori part-time. Oggi il suo reddito giornaliero è diminuito notevolmente e anche l'attività di tessitura della moglie ha subito un rallentamento. Nella loro lotta per sopravvivere agli effetti della pandemia, Nabonswende e la sua famiglia hanno urgente bisogno di sostegno per riparare la loro casa danneggiata, dato che la stagione delle piogge inizia in Burkina Faso.

    "Sono molto preoccupato quando vedo le nuvole nel cielo. Ogni volta che piove, so che la nostra casa sarà piena d'acqua perché il tetto è danneggiato", dice Nabonswende.

     

    Mentre pensa a dove trovare aiuto, a Nabonswende viene l'idea di rivolgersi alla Chiesa partner di Compassion,  Samsoudine è iscritto al programma di sostegno a distanza."Ho ricevuto cinque sacchi di cemento, due lunghe assi di legno e pezzi di ferro con tutti i materiali da costruzione di cui avevo bisogno. Non ho dovuto nemmeno pagare il lavoro del muratore. Il personale del centro ha capito il problema e ha assunto un costruttore per rimuovere il tetto e ripararlo in pochi giorni", dice Nabonswende.

    "Il centro si preoccupa della sicurezza dei bambini e delle loro famiglie. Durante le visite a domicilio, il personale di Compassion controlla lo stato delle loro case e interviene il più rapidamente possibile in caso di problemi abitativi", dice il direttore del centro, Boukare. "Non appena Nabonswende ci ha spiegato il suo problema, è stato urgente fornire sostegno ed evitare che la casa crollasse o ferisse qualcuno della famiglia".

    Samsoudine e i suoi quattro fratelli e sorelle hanno espresso la loro gioia quando Kader, il costruttore, è venuto a casa loro quella mattina per rimuovere il tetto e ripararlo con mattoni di cemento massiccio, legno più resistente e lastre di ferro. Ora Nabonswende può sorridere e finalmente rispondere alla domanda di Samsoudine. "Oggi la casa è riparata", dice, "possiamo dormire senza paura di perdite o che il tetto venga spazzato via. Il centro della Compassion ha garantito la sicurezza della nostra casa al momento giusto".

    Grazie ai fondi umanitari d'emergenza, molti bambini come Samsoudine possono ricevere un sostegno per un riparo migliore che dia loro sicurezza e protezione. I bimbi sono felici di passare le notti e le giornate all'interno della casa appena riparata, soprattutto ora che sono incoraggiati a rimanere a casa il più possibile per evitare la diffusione di COVID-19.

    "Voglio diventare un meccanico d'auto quando sarò grande per riparare molti veicoli in panne in città e costruire una grande casa per mia mamma e mio papà", dice fiducioso Samsoudine.

  • 14 luglio

    Messico

    Nello Stato di Oaxaca, uno degli stati più colpiti in Messico da COVID-19, c'è una comunità che non ha registrato nessun caso di infezione. Fin dal primo giorno, il centro Compassion «Una Familia para Usted» è intervenuto rapidamente per migliorare le conoscenze igieniche delle famiglie.

     

    Oaxaca ha un alto tasso di analfabetismo. «Mentre le notizie diffondono costantemente informazioni sul virus e su come prevenirlo, i bambini hanno bisogno di un modo facile e divertente per imparare. Abbiamo così creato una storia per attirare la loro attenzione, soprattutto perché Oaxaca è una comunità con una tradizione orale dovuta al suo alto tasso di analfabetismo», ha detto Soreli, un membro dello staff del centro Compassion.

     

    Daniela, 11 anni, e i suoi fratelli amano questa storia e hanno cambiato le loro abitudini igieniche dopo averla sentita. «È fantastico quanto ho imparato dalla storia del coronavirus. Non capisco le notizie alla radio e non sapevamo come prevenire il virus...ma grazie al lavoro del centro, ora lo capiamo. Abbiamo un'igien migliore per rimanere sani». Daniela ha iniziato a insegnare alle sue amiche le buone abitudini igieniche imparate!

  • 10 luglio

    Il 60% dei lavoratori latinoamericani penalizzati dal Covid-19

    Secondo le Nazioni Unite, nella prima metà del 2020 sono stati persi 65 milioni di posti di lavoro in America Latina. I risultati del nuovo rapporto hanno fornito dati allarmanti per questo continente: la diminuzione dell'orario di lavoro nel secondo trimestre per l'America Latina e i Caraibi è stata del 20%, pari a circa 55 milioni di posti di lavoro a tempo pieno per una settimana lavorativa di 40 ore, e 47 milioni di posti di lavoro per una settimana lavorativa media di 48 ore, secondo il rapporto.

    Aggiungendo il Nord America, il numero totale di posti di lavoro persi è di 93 milioni.

    Le Nazioni Unite stimano che circa il 60% dei lavoratori attualmente impiegati in America Latina e nei Caraibi è esposto a ulteriori e potenziali perdite di posti di lavoro, riduzioni dell'orario di lavoro e/o del reddito.

  • 7 luglio

    In Thailandia riprendono alcune attività dei piccoli gruppi

     

    Nei 25 paesi in cui i bambini sono sostenuti, la maggior parte dei centri Compassion rimangono chiusi. In alcuni paesi, le chiese partner e gli uffici nazionali stanno seriamente considerando un ritorno alle attività di gruppo con i bambini. Nelle Filippine e nello Sri Lanka si stanno preparando piani sanitari con l'obiettivo di reinserire i bambini sostenuti con l'approvazione delle autorità. Nello Sri Lanka è in preparazione anche un piano per sanificare e disinfettare i locali dei centri.

     

    In Thailandia, dove il numero di persone che vivono con un reddito inferiore a 5.50 franchi è raddoppiato dall'inizio della pandemia, le attività con i bambini sono state parzialmente riprese. Nell'ambito delle visite alle famiglie, il personale dei centri di Compassion organizza attività per gruppi di meno di dieci bambini nei quartieri.

     

    Negli altri paesi in cui Compassion è attiva, le attività residenziali presso i centri sono ancora a un punto morto, a causa delle normative in vigore. Tuttavia, la distribuzione dei beni di prima necessità (cibo e salute), così come le visite alle famiglie o l'incoraggiamento in varie forme sono attivamente perseguite.

  • 3 luglio

    El Salvador

    "Quando tre mesi fa è stata imposta la politica di contenimento alla popolazione di El Salvador, l'autocisterna comunale ha smesso di distribuire acqua nel nostro quartiere. in poco tempo ci siamo trovati senza acqua potabile", spiega Petrona, madre di Milagro, una bima di quattro anni iscritta al programma Compassion. Anche in tempi normali, per le famiglie del quartiere Las Marías, dove vivono Petrona e la sua famiglia, l'accesso all'acqua per lavarsi i denti, cucinare e lavarsi le mani non è mai stato troppo scontato.

     

    All'inizio della pandemia, il personale dei centri Compassion ha raddoppiato gli sforzi, comprese telefonate e video inviate alle famiglie, per insistere sull’importanza delle  buone abitudini igieniche contro il  Covid-19.

    I centri Compassion hanno fornito anche sacchetti per il cibo e kit per l'igiene contenenti sapone, gel disinfettanti, maschere, carta igienica e candeggina. "Il gel disinfettante è molto prezioso. Ci ha permesso di risparmiare acqua potabile, senza fare concessioni su quei gesti di barriera che ci proteggono dal virus", ha detto Petrona.  

    Inoltre, il personale della Chiesa dell'Elim, partner di Compassion, ha deciso di far consegnare dei camion di acqua potabile alle 16 famiglie vulnerabili che vivono nel quartiere di Las Marías, per un totale di 62 persone. "Sapere che non avevano acqua ha aumentato i nostri timori per loro, perché non erano in grado di lavarsi le mani, cucinare o adottare abitudini igieniche quotidiane che potessero prevenire il contagio ds  COVID-19", ha detto Mercedes, direttrice del centro.

     

    Ma dovevano comunque trovare un fornitore che accettasse di andare nel quartiere di Las Marías, una comunità ad alto rischio a causa della presenza di bande che controllano l'accesso al loro quartiere. È stato Carito, un volontario del centro, che vive a Las Marías, è andato coraggiosamente a chiedere al capo della banda di far entrare la cisterna dell'acqua nella loro comunità. Il capo della banda aveva sentito parlare del sostegno della Chiesa alle famiglie in difficoltà e così ha accettato l'accesso della cisterna d’acqua nel suo quartiere.

  • 26 giugno

    Aiuti concreti da parte di Compassion

    Nella maggior parte delle regioni in cui siamo impegnati, le attività dei centri non sono ancora riprese. Così il personale dei centri si mette in contatto con le famiglie per incoraggiarle e per identificare i loro bisogni.

     

    Panoramica dell'assistenza alle famiglie al 17.6

    Bangladesh: distribuiti 83'000 pacchi alimentari e 84'000 kit per l'igiene.
    1210 persone hanno ricevuto assistenza medica

    Bolivia: distribuiti 160'000 pacchi alimentari e 52'000 kit per l’igiene.

    Brasile: distribuiti 103'000 pacchi alimentari e 76'000 kit per l’igiene.
    2100 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Burkina Faso: distribuiti 109’000 pacchi alimentari e 130’000 kit per l’igiene.
    17.200 persone hanno ricevuto assistenza grazie al sostegno finanziario di Compassion.

    Colombia: distribuiti 140’000 pacchi alimentari e 104’000 kit per l’igiene.
    3.000 persone hanno ricevuto assistenza grazie al sostegno finanziario di Compassion.

    Repubblica Dominicana: distribuiti 45’000 pacchi alimentari e 6’700 kit per l'igiene.

    Ecuador: distribuiti 111'400 pacchi alimentari e 10'000 kit per l’igiene.
    1.600 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    El Salvador: distribuiti 84’000 pacchi alimentari e 50’000 kit per l’igiene.
    8.700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Etiopia: distribuiti 12’500 pacchi alimentari e 10’000 kit per l’igiene. 1.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Guatemala: distribuiti 112’400 pacchi alimentari e 41’500 kit per l’igiene.
    1.800 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Haiti: distribuiti 87’300 pacchi alimentari e 69’700 kit per l’igiene. 4.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Honduras: distribuiti 56’000 pacchi alimentari e 20’000 kit per l’igiene. 1.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Indonesia: distribuiti 289’000 pacchi alimentari e 260.’00 kit per l’igiene. 15.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Kenya: distribuiti 8’000 pacchi alimentari. Compassion ha anche inviato denaro a 30'000 beneficiari, poiché non sono stati in grado di portare loro delle riserve alimentari.

    Messico: distribuiti 108'000 pacchi alimentari e 59'000 kit per l’igiene. 3.500 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Nicaragua: distribuiti 70’500 pacchi alimentari e 33’000 kit per l’igiene. 1.600 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Perù: distribuiti 161’400 pacchi alimentari e 49’000 kit per l’igiene. 1.400 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Filippine: distribuiti 202’700 pacchi alimentari e 131’000 kit per l’igiene. 16.000 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Ruanda: distribuiti 39'500 pacchi alimentari e 100'000 kit per l’igiene. 4.500 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Sri Lanka: distribuiti 30’000 pacchi alimentari e 1’.000 kit per l’igiene.

    Tanzania: distribuiti 36’000 pacchi alimentari e 78’000 kit per l’igiene. 3.700 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Thailandia: distribuiti 82'000 pacchi alimentari e 53'000 kit per l’igiene.

    Togo: distribuiti 79'000 pacchi alimentari e 68'000 kit per l’igiene. 5.200 persone hanno ricevuto assistenza medica.

    Uganda: distribuiti 16'000 pacchi alimentari e 2'200 kit per l’igiene. 1.200 persone hanno ricevuto assistenza medica.

     

  • 23 giugno

    No radio, no accesso ai corsi.

    Kidist, una ragazza etiope di 17 anni, non sapeva cosa fare con la lista di stazioni radio che il personale del Compassion le aveva dato. In realtà, non sapeva nemmeno che il governo trasmettesse quotidianamente corsi agli studenti via radio e televisione, da quando le scuole erano state chiuse.

    Kidsit, non ha una radio a casa. La sua vicina, Yordanos, lo sapeva, ma anche lei, non ne aveva una. Kidsit ha cercato di andare da un vicino che sapeva aveva una Tv. Ma era spaventata dalla minaccia del Coronavirus: uscire da casa, stare per diverse ore a casa di qualcun altro, non erano certo le istruzioni di prevenzione che aveva appreso.

     

    La situazione delle due ragazze ha attirato l'attenzione di Dejene, direttrice del centro frequentato da Kidist. Sette dei bambini sostenuti dalla sua chiesa non avevano la tecnologia per accedere alle lezioni educative del governo. "Il numero può sembrare piccolo, ma per me ogni bambino che non ha accesso all'istruzione, conta", ha detto. Più che il fatto che gli studenti mancassero le lezioni, ciò che ha catturato l‘attenzione di Dejene è stato l'impatto
    psicologico sui bambini che si sentivano inferiori agli altri.


    Grazie ai fondi di emergenza Covid-19 di Compassion, Dejene ha potuto acquistare radio per i sette adolescenti. Yordanos ha detto: "Ho sentito speranza per me e per gli altri partecipanti al programma quando ho ricevuto la radio. Ho capito che hanno a cuore il nostro progresso. Questo dono mi ha motivato a lavorare sodo per avere successo a scuola.  Naturalmente, devo recuperare il mio percorso scolastico. Ma le lezioni alla radio sono lì per aiutarmi".

     

    Sono passati tre mesi dalla chiusura delle scuole. Gli scolari come Yordanos e Kidist possono gradualmente tornare a scuola. Non hanno più bisogno di andare dai vicini e mettersi in pericolo, perdere la speranza o sentirsi tristi per la mancanza di accesso alla tecnologia in casa.

  • 19 giugno

    Il lavoro minorile aumenterà di nuovo?

    Milioni di bambini rischiano di entrare nel mondo del lavoro a causa della crisi provocata dal Covid-19. Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) prevede questo aumento, che costituirebbe un'inversione di tendenza dopo 20 anni di progressi. In effetti, il lavoro minorile è diminuito di 94 milioni dal 2000.

    Questo miglioramento potrebbe essere minacciato. I bambini che stanno già lavorando rischiano di dover lavorare ancora più duramente o in condizioni peggiori. A causa del grave impatto della pandemia sui redditi familiari, molte famiglie, senza sostegno, potrebbero ricorrere, secondo le Nazioni Unite, al lavoro minorile.

    Nel rapporto dell’ONU, gli studi ne citano infatti un aumento dello 0.7% (o più) ad ogni crescita di un punto percentuale del livello della povertà.

     

    "In tempi di crisi, il lavoro minorile diventa un meccanismo di sopravvivenza per molte famiglie", ha detto il direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta Fore. "Con l'aumento della povertà, la chiusura delle scuole e la riduzione dei servizi sociali, il numero di bambini spinti al lavoro non potrà che esplodere".

  • 5 giugno

    Ogni giorno, Genesis e Jazleen portano a spasso i maialini della famiglia, tra polvere ed aridità della terra. Hanno con loro un secchio di mangime avanzato...e guardano gli animali che si nutrono anche di piante e spazzatura urbana.

     

    Le due sorelle di dieci e sei anni sono iscritte al programma di “sostegno a distanza” a Las Lagunas, sulla costa ecuadoriana, una delle regioni più aride del paese. Qui piove solo pochi giorni all'anno e la terra raramente produce frutta. In questa regione, le famiglie si guadagnano da vivere costruendo mattoni di argilla. È un lavoro fisico e impegnativo. Si mescolano sabbia, argilla e acqua per formare una pasta che viene poi cotta in blocchi. Per produrre grandi quantità di mattoni, le famiglie lavorano molte ore, il più delle volte sotto un sole cocente. Spesso i bambini aiutano i genitori in questo lavoro, i mattoni vengono poi usati per costruire la casa, o sono trasportati in altre località e regioni per essere venduti.

     

    La politica di contenimento imposta all'interno del paese ha avuto un impatto significativo sulle attività nella regione. Le famiglie sono state costrette a smettere di fabbricare mattoni. Le restrizioni ne hanno impedito anche la vendita, non si possono trasportare più. Di conseguenza, molte famiglie sono rimaste senza reddito. 

    Questo è anche il caso della famiglia di Genesis. Senza risorse per comprare cibo e con la città più vicina a 45 minuti di distanza, molte vivono  tempi di difficoltà.

     

    La Misión Camino de Santidad, una chiesa locale partner di Compassion, ha trovato una soluzione creativa per sostenere le famiglie. All'inizio della pandemia, le famiglie ricevevano pacchi cibo. Ma per il Centro di Compassion, la necessità di generare reddito ha imposto una soluzione più duratura. I responsabili della chiesa e del centro  hanno deciso di fornire maialini alle famiglie vulnerabili. Con un obiettivo in mente, la vendita una volta cresciuti.

     

    "In questa regione, ci sono molte madri single, molte donne che non hanno completato la loro formazione e che non hanno un lavoro regolare. Ecco perché abbiamo cercato una soluzione di questo tipo per portare aiuto, affinché possano essere autosufficienti”, ci spiega Angelica, una delle responsabili della Chiesa. Aggiunge: “l’idea è quella di permettere alle famiglie di generare un reddito sufficiente per poter acquistare diversi animali e ripetere il ciclo di allevamento e di vendita, apportando un contributo all’economia e allo stesso tempo garentendo la sicurezza alimentare  per bambini, giovani e famiglie di Las Lagunas”.

     

    A casa, Genesis e Jazleen sono contente  di prendersi cura dei maialini. “Mi piace predermi cura dei miei maialini e dar loro da mangiare, perché quando sono grandi e grossi, la mia famiglia può venderli e comprarne altri", dice Genesis. La famiglia di Genesi e Jazleen ha ora l'opportunità di generare reddito durante questo periodo di crisi. Con il sostegno del centro, le famiglie possono mantenere viva la speranza durante la crisi di confinamento.  "Sono grata a Gesù e alla Chiesa per gli animali che mi hanno. dato", confida la piccola Jazleen. "Li proteggo e mi prendo cura di loro in modo che crescano in buona salute".

  • compassion_colombie_covid_solutions_hygiene

    4 giugno

    La piccola città colombiana di Palmira è alle prese con insufficienza d'acqua. In questo contesto, lavarsi le mani per evitare la diffusione di Covid-19 è complicato.

    Le famiglie sono preoccupate. Di fronte a questo disagio, il personale di Compassion sul posto ha allestito una postazione per il lavaggio delle mani, che permette:  sia di immagazzinare acqua, che di proteggere la salute della popolazione. Con una sola bottiglia, le famiglie possono lavarsi le mani più volte al giorno con acqua corrente.

     

    Franklin, uno dei collaboratori Compassion, ha progettato questa soluzione, possibile semplicemente grazie a bastoni di legno, corde e una bottiglia di plastica. Nel manico del contenitore viene inserito un bastone, che viene tenuto da due pali, uno per ogni lato. Nel tappo della bottiglia viene praticato un piccolo foro. La corda è attaccata alla bottiglia e legata ad un pezzo di legno a terra. Mentre si cammina sul legno a terra, la corda della bottiglia rilascia lentamente un filo d'acqua, mantenendo le mani libere. Il centro Compassion  ha prodotto un video tutorial che viene inviato alla popolazione con il cellulare.

     

    La piccola Rosa, di soli 9 anni,  ha costruito una stazione simile a casa, con l'aiuto dei suoi genitori. La sua famiglia lo usa ogni giorno, avendo imparato l'importanza di una buona igiene durante le attività del centro dove è iscritta e sostenuta.. Rosa dice: "Mi lavo le mani ogni giorno perché voglio prendermi cura del mio corpo. Mi lavo, mi pettino i capelli e mi lavo anche i denti".

     

    A sua madre, Maideth, piace aiutare la figlia a lavarsi le mani. Per lei è importante garantire la sicurezza igienica della sua famiglia, soprattutto in questo periodo di pandemia: "È importante lavarsi le mani per evitare di contrarre malattie come il  Covid-19". Questa "invenzione" ha migliorato l'igiene della mia famiglia".

     

    L'ondata di infezione da Covid-19 ha travolto la Colombia molto più tardi che in Europa, a partire da aprile. Nonostante una politica di contenimento precoce decisa dalle autorità del Paese, sono state contagiate più di 30.000 persone e sono già state registrate un migliaio di morti.

     

    Al di là di soluzioni originali come quella immaginata da Franklin a Palmira, Compassion fornisce sostegno alle famiglie più indigenti, principalmente attraverso la fornitura di riserve alimentari.




  • 28 maggio

    Kenya

    Il padre di Livingstone, Peter, non è stato in grado di lavorare nell'ultimo mese a causa del COVID-19, ma attraverso una chiesa partner in Kenya, alla sua famiglia è stato donato del cibo per poter sopravvivere.

    "Lavoro in un hotel e ora è tutto chiuso", dice Peter. "Prima del COVID-19, ci stavamo dando da fare per tirare avanti. Ma in questo momento siamo spinti in questa nuova situazione".

    Dopo che un fuggitivo ha ucciso due persone nelle baraccopoli di Kibera a Nairobi, il governo ha vietato la distribuzione diretta di cibo, rendendo particolarmente difficile la vita della famiglia di Peter. Questo però non ha impedito alla chiesa di attivarsi per aiutare in un momento di grande bisogno.

    Il personale Compassion sul posto,  sta diventando innovativo e utilizza i trasferimenti mobili di denaro in Kenya per inviare denaro direttamente alle famiglie.

    "Avere le famiglie che decidono come spendere il denaro le rende dignitose", dice il direttore nazionale di Compassion Kenya, Joel. "Offre loro una scelta in linea con le loro preferenze e con il loro stile di vita". Non è una soluzione unica".

    Oltre 11.000 famiglie del programma di Compassion - tra cui quella di Peter - ricevono un sostegno vitale attraverso i trasferimenti di denaro!

  • 26 maggio

    America Latina, nuovo epicentro della pandemia.

    Il Perù sta vivendo un'epidemia di infezioni da Coronavirus. Dagli 86 casi registrati durante la chiusura delle frontiere e il confinamento imposto alla popolazione il 16 marzo, il Paese ha registrato un aumento fino a 120.000 infezioni e 3.500 morti. Un numero record di nuove infezioni è stato superato con 28.000 nuovi casi in una settimana, l'ultimo dei quali risale a una settimana fa.

    L'esplosione dei contagi si spiega in particolare con la continua vendita di prodotti alimentari sui mercati, attività economica considerata essenziale e quindi ancora possibile nonostante il contenimento. Più dell'80% dei venditori di verdura di Lima hanno contratto il virus.

    Un'altra ragione è la rapida diffusione del virus tra il personale sanitario, dovuta all'insufficienza dei dispositivi di protezione e a protocolli sanitari inadeguati. Infine, sette lavoratori peruviani su dieci sono attivi nella cosiddetta economia informale, molti dei quali sono lavoratori a giornata. Questi ultimi hanno cercato di continuare a lavorare, nonostante la reclusione, nella speranza di sfamare le loro famiglie.

    Il Perù si colloca appena dietro al Brasile con più di 365.000 casi confermati di infezione e 22.000 decessi confermati nella triste lista delle vittime di Covid-19 in America Latina.

    Cinque dei primi sei posti sono occupati da Paesi in cui Compassion sostiene i bambini che vivono in condizioni di estrema povertà, con Messico, Ecuador e Colombia oltre ai due già citati.

  • 19 maggio

    Sofia è una mamma single che si guadagna da vivere vendendo verdure sul ciglio della strada. Attualmente non può lavorare a causa delle restrizioni di contenimento Covid-19 in Etiopia.

     


    Minacciata di sfratto dalla sua modesta casa, si è rivolta al centro Compassion. È la seconda volta che la famiglia di Sofia affronta lo sfratto e le difficoltà. I ricordi dell'ultima volta la perseguitano ancora. "In passato il centro Compassion è stato molto di supporto, ero sicura che anche questa volta i collaboratori mi avrebbero ascoltato", dice Sofia.

     


    Il centro Compassion le ha pagato l'affitto e allo stesso tempo le ha fornito scorte di cibo per la sua famiglia.
    "Prevediamo molti casi come quello di Sofia. Il rischio di sfratto è in aumento, a causa dell'impossibilità per molte persone di lavorare. È una stagione difficile per molti. Faremo tutto il possibile per proteggere i bambini", ha detto Mimì - direttrice del centro in Etiopia.

  • 15 maggio

    L'UNICEF avverte che il Covid-19 potrebbe uccidere fino a 6.000 bambini ogni giorno nei prossimi sei mesi. Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia si basa su uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora. Si stima che 1,2 milioni di morti si aggiungerebbero ai 2,5 milioni di bambini sotto i cinque anni che perdono la vita ogni sei mesi a causa dell'estrema povertà. Ciò è dovuto all'interruzione delle catene di approvvigionamento di alimenti e farmaci, secondo uno studio accademico pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health.

    La pandemia e le politiche di contenimento hanno messo un freno netto al controllo medico dei bambini. Ad esempio, dall'inizio dell'anno, 117 milioni di bambini non avrebbero potuto essere vaccinati contro il morbillo, per citare solo un esempio.

    Le madri saranno sulla seconda linea. Più di 55.000 altre donne potrebbero perdere la vita dandola via. Infatti, 144.000 donne perdono la vita ogni sei mesi durante o ai margini del parto.

    Tra i Paesi più a rischio ci sono il Bangladesh, l'India, il Brasile, la Repubblica Democratica del Congo e l'Etiopia

  • 12 maggio

    Ecuador

    «Non sono uno YouTuber, nè un influencer... Ma non voglio lasciare i bambini del mio quartiere da soli. Voglio che sappiano che non sono soli in questi tempi di crisi e che Dio si preoccupa per loro».

    Alexander è un cristiano peruviano che vive in Ecuador da diversi anni. Con la moglie e le due figlie, passa il suo tempo a condividere l'amore di Dio nella piccola città di Echenadia.

    Alexander condivide storie bibliche e parole di incoraggiamento con i bambini e le famiglie della sua città attraverso un video registrato. A volte si veste da clown per attirare l'attenzione dei bambini e condividere risate e gioia.

     «La creatività è molto importante in questo momento. I bambini possono sentirsi soli o spaventati. Ecco perché voglio trasmettere la pace di Gesù Cristo a tutti i bambini attraverso i video»

  • 10 maggio

    Bangladesh

    Molte donne incinte che vivono in condizioni di povertà affrontano complicazioni durante il parto durante il periodo della pandemia. Il coprifuoco e le restrizioni sui trasporti pubblici impediscono a molte donne di raggiungere gli ospedali per partorire. Il personale del Programma di sopravvivenza “Mamme e Neonati” si sta impegnando a fondo per garantire che i bambini nascano in condizioni di sicurezza.

     

    Quando Joya in Bangladesh ha iniziato ad avere le doglie, Alina la sua persona di riferimento del programma Compassion, ha chiamato un'ostetrica per valutare la situazione. La notizia è stata allarmante. Il bambino non era nella posizione giusta ed era troppo rischioso partorire a casa. Joya ha aspettato ore mentre Alina si occupava di per trovare qualcuno disposto a portarla in ospedale. Solo all'alba è stata finalmente in grado di raggiungere i medici. Che hanno immediatamente eseguito un cesareo e il suo bellissimo bambino è nato sano!

  • 7 maggio

    Haiti

    "Il confinamento in casa durante la pandemia COVID-19 può essere una grande opportunità per avvicinarsi a Dio". Questo è ciò che Lubin Dieufait, direttore di un Centro Compassion, ha spiegato ai genitori dopo che il governo ha vietato alle chiese e ad altre istituzioni di tenere riunioni a causa del coronavirus.

    La presenza di Dio può riempire qualsiasi spazio. Non lasciate che questa situazione temporanea vi porti via dalla Sua grazia. "Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, ci sono io in mezzo a loro", ha detto Dio nella sua Parola. "Lo si può incontrare ovunque, non solo in un tempio, non solo in una chiesa".

    Julicia Siffrard è la madre di Gamae di quattro anni. Gamae fa parte del programma di sostegno a distanza dei bambini. Qualche mese fa ha quasi perso il piede sinistro dopo aver subito un grave infortunio. La famiglia ha superato questa difficile situazione mettendo la propria fede in Dio, che ha ripristinato la salute di Gamae.

    Julicia si è sentita "in lutto" dopo aver saputo della chiusura della chiesa. Dopo aver ascoltato i saggi consigli di Lubin, ha deciso di organizzare regolarmente piccoli festeggiamenti a casa con Gamae e gli altri tre figli.

  • 4 maggio

    Guatemala

    La polizia locale e il personale dei centri Compassion di Cotzal e Chajul, in Guatemala, lavorano insieme per portare generi alimentari alle famiglie più bisognose dei bambini sostenuti.

    Al momento, con un severo coprifuoco dalle 16.00 alle 4.00, molti lavoratori giornalieri non possono più andare al lavoro o tornare a casa in orario con il cibo per le loro famiglie. Inoltre, le autorità hanno drasticamente limitato la libertà di movimento in auto. Solo i veicoli "ufficiali" sono autorizzati a circolare.

     

    In questo contesto, è difficile per i centri portare borse di cibo ai bambini sostenuti e alle loro famiglie. Così, i responsabili dei centri hanno contattato le autorità per spiegare la situazione. La polizia era ansiosa di aiutare, e persino di confezionare il cibo, comprese le verdure degli orti dei centri, riso, fagioli, zucchero e cereali.

     

    "Collaborare con la polizia è stato inaspettato. Le forze dell’ordine hanno aiutato senza aspettarsi nulla in cambio! Che esperienza incredibile, persone unite per servire le famiglie povere", ha detto Williams de Leon, responsabile del progetto Compassion nella regione. "Questa pandemia fa emergere, anche il meglio dell'umanità".

  • 2 maggio

    Uganda

    Ascoltando le ultime notizie dalla sua piccola radio, a Leah le viene un pò d’ansia. Ogni giorno perde la speranza e si sente sempre più impotente. La sua famiglia di quattro persone affitta una camera singola in un complesso affollato con altre 14 famiglie.

     

    La maggior parte delle sue faccende, compresa quella di cucinare, viene svolta all'esterno a causa degli spazi ristretti, il che le rende quasi impossibile mantenere la distanza sociale, soprattutto con un bambino di 10 mesi.

     

    Fortunatamente, Leah non è sola in queste difficoltà. Insieme alla figlia più piccola, sono iscritte al Programma di sopravvivenza Compassion per "Mamme e Neonati". Al centro, il personale ha insegnato a Leah e alle altre madri come prevenire il Covid-19.

     

    Ha imparato quanto è importante lavarsi le mani ed è rimasta entusiasta quando il personale ha distribuito il sapone alle famiglie. Ricordando ciò che aveva imparato al centro, Leah ha pensato a un'idea per aiutare a proteggere le famiglie nel loro complesso sovraffollato. "Ho parlato con la proprietaria e lei ha allestito una struttura per lavarsi le mani con il sapone. Ora tutti quelli che vengono da fuori devono lavarsi le mani prima di poter entrare. Il centro ci ha insegnato che questo semplice gesto aiuta a prevenire le infezioni e ci ha donato il sapone", dice Leah.

     

    In Uganda, le misure di quarantena hanno determinato la perdinta dei mezzi di sussistenza per Leah e molte altre famiglie, soprattutto nelle aree urbane dove non esistono orti. Compassion Uganda ha ricevuto un permesso speciale per la distribuzione di alimenti, così la famiglia di Leah ha ricevuto un mese di cibo: «Questa è una stagione in cui i metodi abituali del ministero Compassion non sono possibili, ma credo che il fare del bene non possa essere fermato», ha detto Lenny Mugisha, Direttore Nazionale di Compassion Uganda.

  • 29 aprile

    David Beasley, direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (World Food Programme WPF), lo ha detto forte e chiaro davanti davanti ai colleghi il 21 aprile. «Il numero di persone che soffriranno la fame, potrebbe raddoppiare fino a 250 milioni se non potranno comprare cibo.» La colpa è della pandemia di coronavirus e delle decisioni politiche, fa capire tra le righe.


    Eppure, per Maximo Torero, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, una crisi alimentare potrebbe essere evitata: «Le riserve di cereali e le previsioni sui raccolti sono abbastanza buone».


    Il rischio è soprattutto l'assenza di lavoratori per la raccolta di frutta e verdura a causa del confinamento. Un altro problema è che ci sono restrizioni alla fornitura di pesticidi per combattere l'invasione di locuste che sta distruggendo tutte le colture e le riserve di cereali in diversi paesi africani, tra cui la RDC e l'Uganda. Infine, la chiusura dei porti marittimi impedisce il trasporto del cibo. Gli esperti che hanno parlato all'ONU hanno aggiunto che, allo stesso tempo, i lavoratori confinati stanno perdendo il loro reddito e quindi la loro capacità di sfamare le loro famiglie.


    Alcuni paesi, come il Malawi, non vogliono correre questo rischio. La massima corte del paese ha sospeso le misure di confinamento per garantire l'approvvigionamento alimentare della popolazione. (A seguire...)

     

    Il personale dei centri Compassion si impegna costantemente a essere informato, a sostenere le famiglie e a farle visita. Consegna generi alimentari, kit igienici e sanitari e fornisce assistenza medica dove necessario. In questo periodo di pandemia, puoi fare la differenza facendo una donazione al nostro fondo emergenza.

  • 28 aprile

    Etiopia

    «Ho visto che la gente intorno a me comincia ad avere paura di esaurire le scorte comprandone così più che a sufficienza. Mi sono chiesto dove avrei potuto trovare i soldi per procurarmi anche io il cibo. È un momento difficile. Anche con i soldi che abbiamo, sarà difficile comprarne perché l'alta domanda sta facendo salire i prezzi», dice Shitu, madre single di due bambini in Etiopia. I lavoratori a giornata sono i primi ad essere colpiti quando l'attività della città diminuisce a causa di una pandemia.

    La buona notizia si sta diffondendo a macchia d'olio. Le famiglie dei bambini iscritti al centro Compassion sono riuscite a venire in ufficio per ricevere grano e materiale sanitario.

    «Mi sono inginocchiato ed ho ringraziato il Signore. Non potevo trattenere la mia gioia. Solo Dio sa quanto fossi disperato. Non avevo nemmeno 10 ETB (dollaro Etiopia) in tasca».

    Grazie a sostenitori e donatori come te, il personale delle nostre chiese partner può continuare a sostenere i bambini e le loro famiglie. In molti casi, forniscono attrezzature mediche, kit per l'igiene, cibo extra, acqua e altre risorse quando possibile.

  • 26 aprile

    «L'Africa brutalmente tagliata fuori dalle proprie risorse»

    Il titolo di un recente articolo del quotidiano Le Temps riassume la situazione in cui è immerso il continente dove la povertà estrema è più presente.
    L'articolo conferma che le cifre ufficiali dell'infezione da Covid-19 per gli Stati africani «non dicono tutta la verità». Troppo pochi test sono o possono essere effettuati a causa della mancanza di risorse. Un esempio lampante: dieci paesi africani non hanno respiratori artificiali. L'infrastruttura medica è debole o insufficiente.

    Ecco perché 44 paesi africani si sono messi in quarantena. Il 1° luglio di quest'anno il Mercato comune africano doveva divenire una realtà. Un «mercato unico» che avrebbe abolito le frontiere commerciali tra 54 dei 55 Paesi africani. Questa speranza, di accelerare lo sviluppo del continente e di continuare a frenare la povertà, si è ormai arrestata.

    Peggio ancora, gli esperti dell'Africa temono la carestia, le rivolte per il cibo, a causa delle linee di approvvigionamento in avaria. Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) stima che saranno necessari 114 miliardi di franchi per rispondere all’emergenza Covid-19 in Africa. Gli attori del G20 stanno studiando una moratoria sul debito dei Paesi africani, che ammonta a più di 350 miliardi di franchi.

  • 25 aprile

    Honduras

    "Nell'organizzare le buste di cibo per i bambini confinati, Wendy, ha incluso una lettera speciale di incoraggiamento che ha fatto tanto commuovere i bambini e le loro famiglie".

    I centri Compassion non sono gli stessi senza il rumore e la gioia dei bambini che di solito li frequentano. Tuttavia, lo staff del centro ha trovato modi creativi per entrare in contatto con i bambini durante la quarantena, facendo sapere loro quanto sono importanti e quanto mancano a tutti.

    Oltre a telefonare regolarmente ai genitori o tutori per avere notizie dei bambini, sono riusciti a portare la speranza in un altro modo nel caos della reclusione.

    La direttrice del Drop-in Wendy Beth Shalom e il suo team hanno lavorato duramente per acquistare, confezionare e consegnare i pacchi alimentari ai bambini e alle loro famiglie. Ma Wendy non ha potuto fare a meno di includere una lettera speciale per esprimere quanto le mancano.

    "Mi mancano le loro risate, abbracciarli e vedere i loro volti ogni giorno", dice. "Prego per tutti loro e confido nel Signore perché Egli se ne prenderà cura. Sono sicura che torneremo al centro e li rivedremo tutti presto.”

    "Ho potuto sentire l'amore della nostra direttrice Wendy in questa lettera", ha detto Suyapa, una bimba sostenuta."Mi manca molto il centro, e la lettera mi ha dato speranza mostrandomi che ci manchiamo reciprocamente."

  • 23 aprile

    In Nicaragua, Geoconda e i suoi quattro figli vivono in una semplice stanza racchiusa da alcune lastre di metallo, legno e mattoni, questa è la loro casa. Dai primi giorni della quarantena, i nostri collaboratori nel paese si sono subito adoperati per aiutare i bambini sostenuti e le loro famiglie, come quella di Geoconda, direttamente nelle loro case. ⠀

    Raquel, direttrice di un centro, spiega: «Oggi è essenziale garantire l'accesso a cibo, acqua potabile, sapone, prodotti per l'igiene e medicinali. Tutti i nostri collaboratori si prendono cura di ogni bambino sostenuto. Li visitano nelle loro case, li sostengono e pregano con tutta la famiglia.»

    Geoconda è grata per il sostegno che riceve da Compassion: «Non posso fare altro che ringraziare Dio per l'aiuto, la cura e l'amore dei volontari di Compassion. Fanno un lavoro straordinario per tutti i bambini.»

  • 21 aprile

    Qual è la situazione attuale nei 25 paesi in cui è coinvolta Compassion?

    Qual è l'impatto del Coronavirus sul lavoro in questi paesi?

    Come vengono sostenute le famiglie dei bambini sostenuti?

    Le risposte a queste e ad altre domande si trovano in questo video con il direttore del programma di Compassion International.

     

    GUARDA IL VIDEO

     

  • 19 aprile

    Il Covid-19 è in avanzamento anche nei paesi dove siamo attivi. È necessario sottolineare che non tutti i paesi sono attrezzati e/o
    determinati a condurre test su larga scala.

    Mondo + 2,7% (2'107'593 cas)
    Svizzera + 0.8% (26997 cas)

    Brasile + 6% (33682 cas)
    Perù + 5,5% (13489 cas)
    Ecuador + 2,5% (8450 cas)
    Messico + 5,5% (6875 cas)
    Indonesia + 4,9% (5923 cas)
    Filippine + 2,5% (5878 cas)
    Repubblica Dominicana +4,5% (4126 cas)
    Colombia + 3,5% (3439 cas)
    Thailandia + 0,3% (2700 cas)
    Bangladesh + 14,3%(1838 cas)
    Ghana 0% (641 cas)
    Burkina Faso + 0,9% (557 cas)
    Bolivia + 3,8% (493 cas)
    Honduras + 2,4% (457 cas)
    Kenya + 3% (246 cas)
    Sri Lanka + 1% (244 cas)
    Guatemala + 6,2% (235 cas)
    Paraguay + 5,1% (202 cas)
    El Salvador +3,6% (177 cas)
    Tanzania + 56% (147 cas)
    Rwanda + 1,7% (143 cas)
    Ethiopia + 9,3% (105 cas)
    Togo +2,5% (83 cas)
    Uganda +0% (55 cas)
    Haïti + 5% (43 cas)

  • 19 aprile

    Etiopia

    «Il sistema sanitario del mio Paese non può far fronte a questa pandemia. Come medico ora posso sensibilizzare le persone su come prendere precauzioni per il virus», dice il dottor Addisalem in Etiopia.

    Giovane dottoressa che ha beneficiato del sostegno a distanza quando era bambina.Ha frequentato le attività di un Centro di Compassion. Ora è in prima linea nella lotta contro COVID-19 in Etiopia.

    Il sistema sanitario in Etiopia e in molti altri paesi in cui è siamo attivi, si trova ad affrontare una sfida enorme. C'è una grande mancanza di attrezzature mediche di base.

  • 17 aprile

    Mary, un membro dello staff di Compassion Kenya, dice: «Quando si sono conosciuti i primi casi in Kenya, l'impatto sul nostro lavoro tra i bambini è stato tanto estremo quanto immediato. Abbiamo dovuto sospendere le attività dei centri. Abbiamo da subito iniziato a sensibilizzare l'opinione pubblica sul virus e a fornire informazioni su come ridurre al minimo il rischio di infezione». La forza di Compassion è che con oltre 118.000 bambini sostenuti, la prevenzione si diffonde molto rapidamente alle famiglie, ai quartieri e alla popolazione.

    L'accesso all'acqua corrente spesso non è garantito a tutti. Ecco perché i centri Compassion hanno mostrato ai genitori come creare rapidamente un modo semplice per lavarsi le mani con le lattine forate: «Tutto ciò che serve è una lattina pulita, usata e un chiodo per fare un piccolo buco nel fondo della lattina. È facile, chiunque può farlo», continua Mary.

    I genitori hanno anche imparato a produrre un disinfettante per le mani a base di glicerina e alcool medico. «La domanda di disinfettanti per le mani è esplosa, così come i prezzi», dice Maria. La situazione sta cambiando rapidamente. Di fronte a un crescente divieto di raduni - anche per la distribuzione di cibo - Compassion ha deciso eccezionalmente di distribuire denaro alle famiglie più vulnerabili. In questo modo, potranno acquistare cibo e generi di prima necessità quando il personale di Compassion non potrà fare loro le consegne personalmente.

    In questo contesto, così estremo per tutti, puoi fare la differenza facendo una donazione al fondo Emergenza di Compassion – Grazie del tuo aiuto

  • 16 aprile

    È con rammarico che abbiamo appreso del decesso di un pastore in un centro di Guayaquil, in Ecuador, dopo aver contratto il Covid-19. Questa è la prima morte registrata tra i beneficiari e i collaboratori di Compassion a livello internazionale.

    18 membri dello staff dei centri Compassion delle chiese partner in America Latina sono risultati positivi al test Covid-19 e sono attualmente in cura (Ecuador, Brasile, Haiti e Repubblica Dominicana). In Honduras un bambino ha trascorso 11 giorni in ospedale ed è potuto tornare a casa dove è rimasto in quarantena. In Africa e in Asia,  è stato segnalato un caso, come anche in Indonesia e in Burkina Faso.

    Anche se nella scala di Compassion, con 2,1 milioni di bambini sostenuti, il numero delle vittime rimane particolarmente limitato, affidiamo alle vostre e nostre preghiere queste persone e le loro famiglie.

  • 15 aprile

    Sri Lanka

    Le città della provincia settentrionale dello Sri Lanka sono molto simili alle altre città del Paese: le strade sono deserte; la gente deve rimanere a casa, confinata nei propri spazi. Agli abitanti non è nuovo questo fenomeno. Durante la guerra civile, erano già stati costretti a vivere nell'incertezza e con il coprifuoco. «I sentimenti di paura, disperazione e ansia stanno ricominciando a manifestarsi», racconta il pastore Mathan.

    Determinati a servire la comunità locale, pastore e membri hanno lanciato una campagna per promuovere l’igiene con il permesso speciale delle autorità locali. Nella piazza del mercato hanno allestito una tenda, sedie, due lavandini, rubinetti e un poster che spiega sette diverse tecniche per un igiene sicura delle mani.

    Il pastore Mathan non si è fermato qui. Di fronte alla carenza di maschere protettive, ha ottenuto dalle autorità il permesso di poterle produrre. «Le maschere hanno tre strati per aumentare la protezione e una fascia elastica per renderla confortevole. Una volta cucite, vengono lavate con Dettol (disinfettante antisettico) e asciugate al sole prima di essere imballate». 50 pezzi sono stati consegnati alla polizia, altri 50 al consiglio comunale. 750 sono stati poi venduti a basso prezzo alla popolazione. Le autorità hanno chiesto al pastore Mathan e alla sua squadra di continuare il loro lavoro.

  • 14 aprile

    L'unità di crisi #Coronavirus di Compassion International monitora l'evoluzione quotidiana della situazione delle attività nei 25 paesi in cui operiamo. Oggi sono stati registrati casi di infezione da Coronavirus in 7 Paesi, sia tra il personale dei centri, sia tra i bambini sostenuti o le loro famiglie.

    Per motivi di riservatezza medica, i sostenitori non vengono informati quando il loro bambino risulta positivo Covid-19. I bambini che lo desiderano possono scriverlo in una lettera al loro sostenitore.

  • 13 aprile

    El Salvador

    «In risposta alla pandemia Covid-19, abbiamo uno specialista della salute in ogni ufficio nazionale Compassion. Sono state preparate campagne di informazione. Le chiese partner hanno svolto un lavoro di sensibilizzazione e prevenzione nei loro quartieri e con le famiglie dei bambini sostenuti. Il governo locale ha dato delle linee guida, su pratiche igieniche e cosa fare quando compaiono i sintomi del Coronavirus.» spiega Silas Balraj, responsabile Compassion per i paesi asiatici.

    In El Salvador, dove quasi un terzo della popolazione del Paese vive in povertà, le chiese partner hanno organizzato sessioni di formazione per i bambini e i loro genitori per insegnare loro come prevenire il virus mantenendo una buona igiene.

    «A casa, la gente pensa che, se i grandi paesi hanno problemi con il Covid-19, nel nostro paese sarà il caos», dice Rafael, un responsabile regionale di Compassion. «È importante che le chiese partecipino alla prevenzione e distribuiscano kit medici ai bambini e ai loro genitori.»
    In un progetto Compassion a Macjula, ad esempio, le madri hanno ricevuto uno dei kit contenenti disinfettante per le mani, maschere e integratori di vitamina B. «Ci hanno spiegato i rischi di batteri e virus, non solo del Covid-19, che possono rimanere sulla superficie delle mani», dice Melani, madre di Alexia, 10 anni.

    «La sanità pubblica non è molto buona qui.», aggiunge Elisa, «È una benedizione per i nostri figli avere una clinica vicino. Il centro Compassion ci aiuta a coprire la maggior parte dei costi delle cure mediche.»

  • 12 aprile

    Per la prima volta dal 1990, la popolazione colpita dalla povertà potrebbe aumentare massicciamente. Secondo un'indagine condotta dal King's College in Gran Bretagna e dall'Australian National University, la crisi del Coronavirus potrebbe coinvolgere 500 milioni di persone in più nelle braccia della povertà.
    In America Latina e nei Caraibi, il numero di persone con un reddito inferiore ai 5,5 dollari al giorno, sono attualmente 162 milioni, salirebbero a 174,6 milioni se le perdite di reddito fossero del 5%. Inoltre, se i redditi dovessero diminuire del 20%, la cifra salirebbe a 216,3 milioni, cioè ci sarebbero 54 milioni di nuovi poveri.

    3,4 miliardi di persone su quasi 8 miliardi vivono con un reddito inferiore ai 5,5 dollari al giorno.

  • 10 aprile

    Guatemala

    Quando i fornitori di maschere protettive e disinfettanti per le mani hanno esaurito le scorte, Yonathan, ex bimbo Compassion, si è offerto di aiutare le persone più vulnerabili del suo quartiere in Guatemala.

    «Ho lavorato alla realizzazione di uniformi per una scuola locale. Ho interrotto la mia produzione per aiutare nella lotta contro il Coronavirus», ci racconta.

    Oggi il giovane venticinquenne usa il suo talento di sarto per realizzare maschere in microfibra. Mentre le maschere mediche sono la migliore opzione per prevenire la diffusione del virus, una maschera fatta a mano può offrire una protezione limitata oltre alle misure preventive.

    «Le maschere protettive possono ridurre una parte della diffusione del COVID-19. La migliore prevenzione è essere prudenti, seguire le regole, stare a casa e avere fiducia in Dio», dichiara Yonathan.

    Durante la preparazione di centinaia di maschere, Yonathan pensa ai suoi ex sostenitori in Italia, il Paese con il maggior numero di casi di COVID-19.

  • 3 aprile

    Anche in Ecuador le attività dei centri sono sospese, i collaboratori sul posto, rimangono in contatto con i bambini sostenuti e le loro famiglie. «Portiamo cibo e generi di prima necessità ai più indigenti tra loro. Allo stesso tempo, visitiamo le famiglie (dove è ancora fattibile) o le chiamiamo il più regolarmente possibile, per avere loro notizie e per incoraggiarle. Rimaniamo molto attenti alla protezione dei bambini, avendo cura di rilevare ogni possibile abuso.

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