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Come Educare i bambini sul tema della povertà

21 Aprile 2017

Noi tutti vogliamo che i nostri figli crescano come individui sani ed equilibrati. Che abbiano la comprensione e l'empatia di come affrontare le sfide di ogni giorno. Ma come possiamo parlare a loro, o ai bambini con cui condividiamo momenti, di quanto è complessa la povertà, senza confonderli o turbarli più del dovuto?

Abbiamo chiesto il parere di Asher Morrison, psicologa, per fornirci alcuni indizi che ci aiutino a trovare l'equilibrio tra dare troppe informazioni ai bambini e essere iper-protettivi. Asher ha lavorato a lungo con i bambini e le loro famiglie per molti anni.

Quali sono i vantaggi nell’aiutare i bambini a capire la povertà nel mondo che li circonda?
Asher: Uno dei vantaggi reali nell’esporre ai bambini la vita di coloro che vivono in condizioni di povertà, è l'opportunità di promuovere e sviluppare l'empatia. L'empatia è un attributo chiave per i rapporti sani ed è qualcosa che si sviluppa durante tutta l'infanzia. I bambini si muovono da una visione del mondo "me" (egocentrica) ad una visione del mondo che tiene conto anche dei bisogni degli altri. Esponendo i bambini alle esigenze e difficoltà di coloro che vivono in povertà, e nel cercare di trovare modi per aiutare le persone che vivono in questa condizione, aiutiamo i nostri bambini a capire che la loro visione e l'esperienza del mondo non è l’unica e sola. Questo è uno strumento fantastico per promuovere lo sviluppo dell'empatia.

 

Ci sono dei rischi associati nell’insegnare ai bambini cosa sia la povertà?
Asher: Il rischio più significativo che si può incontrare, quando decidiamo di affrontare questo tema è l’effetto trauma. Ci sono alcuni dettagli nel dramma della povertà che non dovrebbero essere condivisi, in quanto possono suscitare ansia. Per esempio, la condivisione di informazioni dettagliate con i bambini sul traffico umano può creare inutili paure di essere rapiti o sottoposti a violenza.

Qual è per i genitori e adulti, l'approccio migliore da prendere per trovare un equilibrio tra queste due sfide?
Asher: La sfida di esporre ai bambini il tema povertà sta nel trovare l'equilibrio tra la condivisione di storie e sfide dei bambini bisognosi, senza condividere i dettagli potenzialmente traumatici. Quello che condividiamo dipende dall’età del bambino a cui ci rivolgiamo, dal suo sviluppo sociale ed emotivo. Per esempio si può iniziare con situazioni di vita quotidiane come il percorrere tanti chilometri per la raccolta di acqua pulita.

Come possono i genitori spiegare la povertà ai loro figli in modo amorevole, saggio e pieno di speranza?
Asher: Quando si spiega la povertà ai bambini, ci sono un certo numero di modi che possono aiutare ad assicurare che sia fatto in modo appropriato:
Mantenere conversazioni appropriate all'età. Capire il livello di sviluppo sociale ed emotivo del vostro bambino. Questo vi guiderà nel decidere la quantità di informazioni da condividere con loro.

Siate preparati per le domande difficili, sapendo in anticipo quali potranno essere le vostre risposte. Ad esempio, potranno chiedervi perché alcuni bambini non hanno case, cibo o denaro. Non è necessario avere tutte le risposte, ma è necessario essere preparati per la discussione.

Va bene se i bambini hanno una reazione emotiva. Non respingete i sentimenti tristi che ne escono fuori. Può essere infatti un’espressione di empatia, ed è perfettamente normale sentirsi tristi, arrabbiati o avere qualsiasi altra emozione negativa nei confronti della realtà che i bambini poveri vivono ogni giorno. Tuttavia è molto importante usare questi sentimenti come trampolino di lancio per trovare una speranza. Il che mi porta a quest’ultimo punto….

Date al bambino il potere di agire. Se ha qualche idea per aiutare le persone in condizioni di povertà, se vuole parlarne a scuola o con gli amici.  Probabilmente il vostro bambino vorrà fare qualcosa di concreto per la situazione ed è importante che sappia che voi siete al suo fianco per qualsiasi aiuto. Che siete in grado di aiutarlo nell’agire concretamente.

 I nostri figli non hanno bisogno di sentirsi impotenti di fronte alla schiacciante necessità dei bambini bisognosi che vivono nella povertà.

Quando una famiglia, un gruppo di amici o di colleghi sostiene un bambino attraverso Compassion, ogni membro può contribuire: con la preghiera, la raccolta di fondi, nello scrivere lettere, o nel programmare una visita al bambino che si sostiene.

Il programma di sostegno a distanza di Compassion, cambia il mondo, un bambino alla volta.

Con la certezza che un bambino educato sul tema della povertà sarà sicuramente un adulto di domani più coscienzioso…

Desideri parlare del tema della povertà ai bambini della Scuola Domenicale o Gruppo di Giovani?
Contattaci: engagement@compassion.ch