Razack è cresciuto in povertà in Burkina Faso e ha sempre sognato di possedere un orto tutto suo. Grazie al sostegno del centro di sviluppo infantile e a un’idea innovativa, questo giovane ragazzo trasforma oggi i rifiuti in giardini rigogliosi, cambiando così la vita quotidiana della sua comunità.
Razack è il sesto di una famiglia di sette figli. Figlio di un operaio edile e di una casalinga, ricorda molto bene i suoi primi giorni al centro Compassion: «Se non fossi stato iscritto al centro, la mia famiglia non avrebbe avuto i soldi necessari per mandarmi a scuola all’età di sei anni come i miei amici».
Quando al centro è stato avviato un gruppo di giardinaggio con formazione pratica, Razack si è iscritto subito, perché ha sempre amato le piante, fin da quando era piccolo. Il suo formatore, Athanase, ha immediatamente colto il suo potenziale: «Si prende cura delle piante come Adamo nel giardino dell’Eden!».
Oggi, a 15 anni, Razack ha trovato una seconda casa nel rigoglioso giardino del centro. Tra i filari di moringa e di papaya, crescono rigogliosi menta e prezzemolo. «Adoro il giardinaggio, ma a casa mia c’è talmente poco spazio che non potevo coltivare nulla», spiega Razack.
Tuttavia, anche al centro, il terreno duro rimaneva poco produttivo dopo quattro anni di irrigazione quotidiana (molti giovani avevano già abbandonato). Per questo motivo, Athanase e i suoi allievi hanno cercato nuovi metodi in grado di moltiplicare i raccolti per dieci, trenta o addirittura per cento.
Grazie alla collaborazione con un’organizzazione agricola, Razack e i suoi amici hanno imparato la tecnica della coltivazione su pneumatici. Razack ha svolto un ruolo chiave nell’attuazione di questo nuovo metodo basato sull’utilizzo di vecchi pneumatici.
«Ho imparato che nella vita nulla è spazzatura. Oggetti che sembrano inutili, come uno pneumatico usato, possono trasformarsi in un albero della vita»
Razack
Razack e i suoi amici setacciano la discarica comunale in cerca di vecchi pneumatici di auto e camion. «All’inizio non sapevo come coltivare su dei pneumatici, ma oggi sono stupito nel vedere che un orto su pneumatici usati offre una resa migliore su una superficie ridotta. La cosa più importante è che questo metodo permette di riutilizzare i rifiuti e di mantenere il nostro Paese più pulito», spiega.
Razack posiziona lo pneumatico in orizzontale, ne taglia la parte superiore, riveste il fondo con sacchi di iuta usati e lo riempie di foglie secche, terra e trucioli di legno. Questa miscela organica favorisce la crescita delle piante e permette di risparmiare acqua. «Ho imparato che nella vita nulla è spazzatura. Oggetti che sembrano inutili, come uno pneumatico usato, possono trasformarsi in un albero della vita». Il suo sogno è creare il proprio orto biologico per proteggere l’ambiente e sostenere la sua comunità. Grazie al giardinaggio spera anche di guadagnarsi da vivere e di provvedere al sostentamento della sua famiglia.
Ogni giorno a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, vengono gettate migliaia di tonnellate di rifiuti, mentre siccità e inondazioni minacciano i raccolti. Razack mostra come affrontare queste sfide. Recentemente ha venduto al mercato più di dieci pneumatici riempiti con piantine di erbe aromatiche, ottenendo i suoi primi guadagni.
La cosa più incoraggiante è che l’entusiasmo per la coltivazione sugli pneumatici ha ormai superato i confini del centro. Giovani provenienti da molti altri centri e città del Burkina Faso visitano l’orto di Razack per imparare la tecnica e metterla in pratica nei propri villaggi. In tutto il Paese, le chiese utilizzano le risorse locali per creare soluzioni sostenibili nel campo del giardinaggio e proteggere l’ambiente.
Se oggi in Burkina Faso osservi l’ombra frondosa di un maestoso albero di papaya, potresti scorgere un giovane come Razack: con il sudore sulla fronte, il sorriso sulle labbra e la ferma convinzione che piccoli semi, un po’ di coraggio e le opportunità colte al volo possano dare vita a un futuro completamente nuovo.
Dopo la scuola dell’obbligo, migliaia di giovani in Burkina Faso si ritrovano senza prospettive, perché non esiste un sistema di apprendistato come quello svizzero. Senza una formazione, l’unica opzione che rimane loro è spesso quella dei lavori precari. Scopri come Compassion, in collaborazione con le chiese locali, offre prospettive per il futuro e combatte in modo sostenibile la disoccupazione giovanile.
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