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Angelo, uomo di fede incontra Evans. Kenya.

15 Febbraio 2018

«Mi chiamo Angelo Papa, ho 34 anni e lavoro a Lugano dal 2013. Desideravo da tempo aiutare le persone in difficoltà. Dal 2007 sostengo Evans del Kenya, aveva solo 5 anni quando abbiamo iniziato questa avventura insieme. Orfano di padre. Poterlo incontrare di persona durante un viaggio con Compassion, è stata una gioia immensa.

Il giorno della partenza ero un pò spaesato. Non ci è voluto molto però, per entrare nel vivo del viaggio. Il primo giorno siamo stati al centro Juja, abbiamo visto l’enorme lavoro che cè tra la chiesa locale e Compassion e Jeffrey, un ragazzo del centro ci ha spiegato, mostrandoci il suo fascicolo, come è la vita in un Centro Compassion.

Mi ha colpito la meticolosità con cui vengono seguiti i bambini iscritti al programma. Non fanno parte semplicemente di un progetto, sono tutti quanti figli da seguire, formare e guidare.  È stato illuminante comprendere il lavoro che viene fatto dai collaboratori sul posto. Ero certo che anche Evans ricevesse le stesse attenzioni nell’area: socio-emozionale, cognitiva, fisica e spirituale.

In ottobre, la tensione in Kenya era abbastanza tangibile per via delle elezioni, proprio per questo motivo fino all’ultimo non ero sicuro di riuscire a conoscere Evans. Dagli slum, non si poteva uscire, ne entrare. È li che Evans vive, in uno slum.  Nonostante le informazioni dei telegiornali non facessero nutrire troppa speranza, io sapevo che Dio aveva il controllo. Sapevo che se Dio aveva aperto le porte per farmi intraprendere questo viaggio, e conoscere Evans, avrebbe fatto qualcosa e avrebbe sbloccato la situazione. Così ho pregato ed anche molti altri del gruppo lo hanno fatto per me.

L’ultimo giorno, la sorpresa: Evans, era riuscito ad uscire dallo slum. Era venuto a darmi il buon giorno nell’albergo dove alloggiavo con un responsabile di Compassion.

 

 

Abbiamo passato l’intera giornata insieme. Il suo accompagnatore mi ha spiegato la situazione di Evans a scuola, mostrandomi il suo fascicolo. Emozionante poter vedere il suo progresso nel corso degli anni e capire quanto importante è il sostegno che mando mensilmente da 10 anni. Ho visto registrate tutte le spese compiute con i doni che inviavo: ha potuto comprare delle lamiere per poter aggiustare il tetto di casa sua, delle coperte e del sapone!

Ho pregato per lui, insieme a lui. Ho chiesto a Dio di proteggerlo e di guidarlo affinchè potesse essere fonte di cambiamento nella sua società e di forte impatto nella sua comunità. Quando sostieni un bambino, non soltanto lo sfami e lo vesti, ma gli dai la possibilità di contare nella società. Togli dalla sua mente la bugia della povertà e gli dai la possibilità di guardare al futuro con altri occhi.»

Un rapporto più forte

Sono certo, che da ora, le letterine che ci scriveremo, parleranno al cuore di entrambi in un altro modo, questa esperienza ci ha unito ancora di più.

Vorrei incoraggiarvi a fare un viaggio di questo tipo. Aiuta a comprendere meglio cosa è la povertà e come la si può fermare. Sostenere un bambino a distanza e andarlo a trovare, rafforza e stimola la crescita, non solo quella del bambino...Angelo

Compassion organizza un viaggio in lingua italiana,
in Ruanda a fine ottobre 2018. 

Trovate più informazioni qui